Dist-upgrade da Dapper ad Edgy

31 ottobre 2006

Inzierei con un mah.
Inizierei con un mah perché come sempre il dist-upgrade di ubuntu si rivela un porcaio. Lo giudico tale solo perché:

  • Passare ad una nuova release lascia uno strascico di files della precedente e quindi non c’è un minimo di pulizia
  • Spesso durante l’upgrade nascono problemi di particolari dipendenze che presuppongono un uso di dpkg molto particolare
  • Succede che si pianti sul setup di alcuni pacchetti e sia necessario riprendere con

    dpkg –configure -a

    senza sapere realmente il motivo

  • Non ho mai avuto particolare fortuna però alla fine c’è sempre qualcosa che non “riparte” (in questo caso problemi con ALSA)
  • Se ti va bene un dist-upgrade difficilmente ti andrà bene il secondo sulla stessa installazione (figuriamoci il 3°)

Certo, nessuno vieta di reinstallare qualcosa di più pulito mantenendo /home /etc e compagnia bella. Io mi chiedo però se non sia necessario concentrare le forze degli sviluppatori sulla funzionalità visto che altri sistemi la implementano e permettono di evitare i punti 2, 3 e 4 (mi rifiuto di commentare l’1 visto che non riesco nemmeno ad immaginarmi quanta schifezza possa lasciare un upgrade di windows).
Speriamo che migliori il tutto nelle prossime release e magari che si copi un po’ di più da Debian che presenta un dist-upgrade quasi impeccabile.

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