External IP show

6 marzo 2008

Cavolatina per passare in console l’ip con cui si esce

#!/bin/bash

wget -q http://iplookup.flashfxp.com/
cat index.html
echo
rm index.html
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Mamma mia che sonno…. fatica boia nel svegliarmi stamattina, mi sembra di essere un sasso.

In ogni caso mi consolo sapendo che in teoria la prossima settimana avrò l’eeePC tra le mie mani da sfruttare, più lo vedo e più mi piace, penso già all’enorme utilità che può avere nel mio caso quando mi dico “Provo a vedere in rete….” con il PC spento….. devo aspettare qualche bel minuto che si accenda e mi è già passata la voglia. Quei bei 7″ invece si accendono in un niente ed è davvero una dimensione perfetta.

Ho completato la mia migrazione ad IMAP, finalmente direi. In poche parole ora sull’account gmail concentro un paio di altri account che non uso con il tool di Google per il download da POP3 sulla propria casella. Questo account lo controllo con IMAP ed anche un altro che uso principalmente per liste ed attività quotidiane. Il tutto concentrato nel buon Thunderbird che ritengo sempre più ottimo, in attesa della versione 3.
Su Thunderbird, tramite lightning, gestisco anche il calendario ICS in condivisione WebDAV quindi anche quello comodo per muoversi. Per finire la rubrica, come detto con SyncMba sincronizzo all’avvio ed alla chiusura il file mab su un mount davfs (tra l’altro proprio stanotte è passato in Sid il pacchetto della 1.3, tra l’altro mi sembra dia qualche errore nel sync della cache all’umount, stasera verifico) da perfezionare sicuramente ma per ora basta. Mi piacerebbe un estensione autonoma che pesca il file da Dav (SyncMba lo prevede ma deve ancora fare qualche passo avanti, in particolare sulla password all’avvio che non viene memorizzata) e poi ci saremmo; a questo punto potrei sistemare sulla chiavetta il mio Thunderbird Portable e via….
Appena ho un po’ di tempo comunque provo per bene OverLook che è sicuramente la soluzione migliore per quando non sono su macchine mie. Devo rassegnarmi a prendere un hosting benedetto…

IOS Cisco: qualche Tips

5 novembre 2007

Mi capita spesso di aver la necessità di ricordare qualche comando per vedere i principali parametri di una connessione ADSL su un router cisco. Diciamo che questa pagina serve principalmente a me come memo e a voi come suggerimento.

Informazioni sul caller, l’interfaccia che effettua la chiamata dial-up

Con il seguente comando possiamo vedere il metodo di autenticazione (PAP, CHAP), l’ip pubblico assegnatoci dall’ISP ed il count dei pacchetti transitati dall’interfaccia Virtual-access:

sh caller full

Dettagli sulla potenza e la modalità di connessione

Per vedere la modalità di connessione DSL, la potenza del segnale ed altri paramentri sul modem (tra cui la velocità) possiamo usare sh dsl seguito dalla specifica dell’interfaccia ATM.

sh dsl interface ATM0

Cisco Discovery Protocol

Utile protocollo per la raccolta di informazioni sull’hardware cisco nella stessa subnet. Per vedere le informazioni è necessario attivare cdp:

conf terminal
  cdp run
exit

dopodiché utilizzare sh cdp per vedere le informazioni, per esempio suigli apparati vicini

sh cdp neighbors detail

Mod rewrite Apache2

10 ottobre 2007

Probabilmente avrete sentito parlare di Virtual Host con apache2. In poche parole si tratta, nella maggior parte dei casi, di rispondere con i contenuti di una subfolder ad una richiesta via dns.

Utilizzo abituale

Questa funzionalità viene usata soprattutto dagli hosting multi-dominio che ospitano più siti web su una sola macchina o su più macchine con lo stesso ip. Per esempio se il server contiene le seguenti cartelle:

/var/www/foo.tld
/var/www/foobar.tld
/var/www/bar.tld

è possibile fare in modo che chi chiama foobar.tld riceva i contenuti della subfolder sopra elencata. Ma se volessimo solo capire come funziona il modulo che si occupa di questo?

Concetti di base

Le regole per mod_rewrite possono essere definite sia nella configurazione stessa di apache2 che nei files .htaccess all’interno delle subfolder. Per quanto riguarda la configurazione diretta in apache le stesse regole che vedremo vanno inserite nella definizione del Virtual Host stesso.

Definizione di un esempio

Supponiamo di avere il nostro sito web raggiungibile da http://www.dominio.tld e di dover configurare il sottodominio foo.dominio.tld per fare un redirect verso un altra pagina, per esempio http://www.un_altro_dominio.tld. Come prima cosa dovremo configurare un record A o CNAME che venga risolto come http://www.dominio.tld, ma non approfondiremo questo concetto. Una volta fatto questo creiamo un file .htaccess all’interno della cartella con i files e modifichiamolo così:

RewriteEngine On
RewriteCond %{HTTP_HOST} ^foo.dominio.tld
RewriteRule ^(.*)$ http://www.un_altro_dominio.tld$1 [L,R=301]

Esaminiamo le varie istruzioni. La prima serve per abilitare mod_rewrite, la seconda verifica che si provenga dal nostro sottodominio, la terza applica spudoratamente il redirect agganciandoci i path/parametri (variabile $1) se la condizione precedente è rispettata (flag L). Il flag R specifica qual’è il response code HTTP. Esistono alcuni flag tra cui il flag NC che permette di fare una ricerca case insensitive e quindi anche richiamando FOO.dominio.tld verrebbe eseguito il redirect.

Se vogliamo possiamo aggiungere anche il flag P in modo che l’url nella barra dell’indirizzo rimanga quello richiesto. Per fare questo è necessario avere abilitato i moduli mod_proxy e mod_proxy_http.

Informazioni utili

Ovviamente quanto scritto è solo una delle svariate cose che si possono fare con mod_rewrite. Per maggiori informazioni consultare direttamente la documentazione di Apache.

Partiamo con la configurazione del mIRC. Premete contemporaneamente i tasti ALT + O e vi si aprirà la finestra delle opzioni mIRC. Nel primo menu, Connect, trovate la voce Options dopodichè premete il tasto Advanced.

Vi si aprirà la finestra delle opzioninat_e_mirc_-_dcc_ports1

Inserite nel campo First e Last un range (intervallo) di porte con una differenza pari al numero di Send che pensate di poter fare in contemporanea (diciamo che 5-6 è un numero decente per un utilizzatore normale), l’importante è che l’intervallo sia compreso tra 1 e 65535. Controllate di avere la spunta su DCC. Poi premete OK per confermare la modifica. Segnatevi da una parte l’intervallo di porte che avete utilizzato.

Ora il mio consiglio (visto che ogni router, anche della stessa marca, ha un menu diverso dall’altro) è quello di andare sul sito:

http://www.portforward.com/routers.htm

Qui scegliete il vostro router, o cmq quello che sia avvicina di più come modello. Ora verranno visualizzati dei Link:

  • Port Forwarding for the Marca Modello
  • Port Triggering for the Marca Modello

Ed in altri casi trovate anche antri links come per esempio quelli che vi spiegano cosa sono Port Forwarding e Port Triggering.

Per configurare il NAT vi basterà scegliere Forwading e per il Firewall, Triggering.

A questo punto scegliete la voce mIRC DCC – IRC DCC ma dovrete ignorare le porte che prende in considerazione il sito visto che quelle corrette sono quelle che avete impostato.
Ora inserite nel campo seguente il vostro IP in LAN:

nat_e_mirc_-_port_forward_screen

Per vedere il vostro IP in LAN in Windows basta fare Start -> Esegui -> cmd Vi si apre una console DOS, ora digitate:

ipconfig /all

e fate INVIO.

nat_e_mirc_-_dos_ipconfig_screen

Vi verranno fornite delle informazioni come queste, ma a voi il dato che interessa è Indirizzo IP. E’ importante controllare che alla voce DHCP abilitato corrisponda No altrimenti vuol dire che il vostro indirizzo IP viene assegnato dinamicamente. Per impostarlo staticamente andate in Connessioni di Rete sotto Pannello di Controllo e fate tasto Dx sulla LAN e poi Proprietà. Dopo premete due volte su Protocollo Internet (TCP/IP) e vi si aprirà una finestra di questo tipo:
nat_e_mirc_-_tcp-ip_properties_screen

Premete ora su Utilizza il seguente indirizzo IP ed impostate un indirizzo IP che appartenga a SubNet e Classe del Router. Per esempio se l’IP del router è 192.168.1.1 potete impostare in questo modo i parametri:

Indirizzo IP: 192.168.1.2
Subnet Mask: 255.255.255.0
Gateway predefinito: 192.168.1.1

e di seguito i DNS.

Questa è ovviamente una configurazione tipo, va adattata alle proprie esigenze.

Ora premete OK e di nuovo OK nella finestra principale. Adesso dobbiamo andare sul router ed impostare nuovamente il DHCP in modo che non includa il vostro indirizzo per le assegnazioni automatiche. Andate perciò nel menu di configurazione del vostro router (di norma da Browser inserendo l’indirizzo, nell’esempio 192.168.1.1). Dopo aver inserito la password cercate il menu DHCP ed entrare in modifica delle opzioni del DHCP server. Nelle opzioni viene specificato il range di indirizzi che il DHCP server assegna. Nel caso dell’esempio controllate che 192.168.1.2 non sia compreso/uguale nel range specificato che va da Start IP ad End IP. Se per esempio il range del DHCP server è impostato con Start IP 192.168.1.2 modificatelo portandolo a 3 oppure ad un numero superiore in modo che il numero finale non sia compreso tra Start IP ed End IP. Ora salvate le impostazioni del DHCP.

Dopo aver impostato l’IP statico (per chi non lo avesse già) possiamo passare alla configurazione del Router. Seguendo le istruzioni che fornisce il sito seguite tutti i passaggi entrando nei menu da esso indicati ed inserite l’intervallo di porte impostato in precedenza.

Il procedimento va ripetuto per Port Triggering (se c’è un Firewall abilitato sul Router) e Port Forwarding.

Operazioni su server rarp/tftp

Predisponiamo ora una macchina (nel mio caso una Sparc Classic), con IP facente parte della stessa subnet della Sparc, il servizio rarpd ovvero Reverse ARP daemon, utilizzato dalle Sun per richiedere l’indirizzo da utilizzare in LAN. Per utilizzare questa funzione dobbiamo sistemare un paio di file inserendovi il Mac address della Sparc (lo si legge al boot della stessa in cima allo schermo) e l’IP da inviare assegnandoli ad un nome_host (che sarà comunque ridefinibile nel setup).

#  echo mac_address host.domain >> /etc/ethers
#  echo IP host.domain >> /etc/hosts

Da notare che il MAC Address sulle Sparc può presentare gruppi di cifre che iniziano con 0, orfane dello stesso. Per esempio un MAC del tipo:

01:02:03:10:11:12

sarà indicato come:

1:2:3:10:11:12

Nel file ethers è possibile inserirlo come preferiamo.

Proseguiamo con il setup di rarpd:

#  apt-get install rarpd

Prendiamo l’immagine dai mirror debian (in questo caso sparc32):

#  wget http://ftp.it.debian.org/debian/dists/etch/main/installer-sparc/current/images/sparc32/netboot/2.6/boot.img

Creiamo una directory per il server tftp e copiamoci il nostro file img con il nome corretto:

#  mkdir /tftpdir/
#  mv boot.img /tftpdir/Hex_IP.SUN4M

Al posto di Hex_IP mettete l’indirizzo della Sparc in esadecimale; per esempio l’IP 192.168.1.5 diventerebbe C0 A8 01 05, senza spazi C0A80105. L’estensione prevede la variabilità dell’ultimo carattere; bisogna pertanto provare a cambiare l’ultima lettera che potrebbe essere una tra A, C, D o M, in base al tipo di hardware su cui si sta lavorando. Lanciando il tftp server in verbose mode vedrete eventualmente un “file not found”; in quell’occasione verrà scritto il nome corretto richiesto dalla Sun.

Procuriamoci ora un server tftp (nel mio caso uno d’occasione), configuriamolo ed avviamolo:

#  nano /etc/tftpserver.ini

aggiunta della riga:

/tftpdir/

nella sezione [HOME]:

#  ./tftpserver -v

Operazioni su Sun Sparc

Dopo aver acceso la macchina digitate “Stop + A”; al prompt “ok” scrivete:

ok  setenv tpe-link-test? true

che darà come risultato qualcosa come:

tpe-link-test? =       true

quindi:

ok  boot net-tpe

Nei log del server tftp, dopo che lo stesso avrà inviato alla Sun l’immagine per il boot, troverete una entry del tipo:

Client 192.168.1.5:4923 /tftpdir/XXXXXXXX.SUN4M, 9225 Blocks Served

A questo punto verrà caricato l’installer di Debian, e partirà il setup.

Fonti

L’indirizzamento IP permette di identificare ogni host all’interno di una rete TCP/IP. Grazie all’utilizzo delle classi di indirizzi ed al subnetting è possibile organizzare e gestire in modo più efficiente il proprio network. Un indirizzo IP, chiamato anche indirizzo logico, rappresenta un identificativo software per le interfacce di rete, esso viene utilizzato in combinazione con l’indirizzo fisico (MAC), il quale consente di determinare in modo univoco ogni interfaccia di un dispositivo di rete. Un IP Address è un numero di 32 bit suddiviso in quattro gruppi da 8 bit ciascuno, la forma con la quale viene solitamente rappresentato è detta decimale puntata (Dotted Decimal).

Essendo ogni numero rappresentato da 8 bit, può assumere un range di valori da 0 a 255. Utilizzando 32 bit per indirizzo è possibile avere 4.294.967.296 combinazioni di indirizzi differenti. In realtà esistono alcuni indirizzi particolari, di conseguenza non tutti i valori sono disponibili al fine di identificare un host nella rete.

Un esempio di Ip Address

        Rete.         Rete.        Rete.          Host
         192.          168.           5.             2         : Rappresentazione decimale
    11000000.     10101000.    00000101.     000000010         : Rappresentazione binaria

Questo è un esempio di indirizzo (Classe C) in cui 192.168.5 identifica la rete di appartenenza dell’host 2.

Indirizzi speciali: network, broadcast e loopback

Esistono alcuni particolari indirizzi di rete che non possono essere assegnati per l’identificazione di un host, tra questi abbiamo: network e broadcast e loopback:

  • Network: quando i bit dell’ottetto che rappresenta l’host hanno tutti valore 0, l’indirizzo è detto di rete o Network Address: 192.168.5.0 oppure in binario 11000000.10101000.00000101.00000000;
  • 0.0.0.0: quando tutti i bit hanno valore zero, identificano “questo host”;
  • Broadcast: quando i bit del numero che rappresenta l’host hanno tutti valore 1, l’indirizzo è detto di broadcast o broadcast address, e rappresenta tutti gli host di quella rete. Inviare un pacchetto all’indirizzo 192.168.5.255 o in forma binaria 11000000.10101000.00000101.11111111 equivale a mandare un pacchetto a tutti gli host della rete 192.168.5;
  • Broadcast di rete: abbiamo questo tipo di indirizzo quando tutti i bit, sia della parte relativa all’host sia della parte relativa alla rete hanno valore 1. Inviare un pacchetto a 255.255.255.255 o in binario 11111111.11111111.11111111.11111111 significa inoltrarlo verso tutti gli host della rete corrente;
  • Loopback: è utilizzato per funzioni di test del protocollo TCP/IP, non genera traffico di rete e corrisponde all’indirizzo 127.0.0.1;

Classi di indirizzi

Per permettere una migliore organizzazione della rete, gli indirizzi disponibili sono stati suddivisi in classi in base alle dimensioni del network da gestire. In questo modo si verrando utilizzate le classi più adatte ad alla dimensioni della rete, con conseguente minore spreco di ip address. Sono disponibili cinque classi di indirizzi IP, di cui solo le prime tre possono essere utilizzate per assegnare indirizzi agli host.

Indirizzi di classe A

Il valore del primo ottetto è compreso tra 1 e 126 (I primi otto bit di questo indirizzo saranno: 0*****). E’ rappresentata da indirizzi di tipo: Rete.Host.Host.Host ovvero 8 bit per la identificare la rete (di cui il primo fisso) e 24 per identificare gli host. Permette di ottenere 126 reti formate da 16.774.214 host ciascuna.

Indirizzi di classe B

Il valore del primo ottetto è compreso tra 128 e 191 (I primi otto bit di questo indirizzo saranno: 10*****). E’ rappresentata da indirizzi di tipo: Rete.Rete.Host.Host ovvero 16 bit per la identificare la rete(di cui i primi due fissi) e 16 per identificare gli host. E’ possibile ottenere 16.384 reti formate da 65.534 host ciascuna.

Indirizzi di classe C

Il valore del primo ottetto è compreso tra 192 e 223 (I primi otto bit di questo indirizzo saranno: 110*****). E’ rappresentata da indirizzi di tipo: Rete.Rete.Rete.Host ovvero 24 bit per la identificare la rete (di cui i primi tre fissi) e 8 per identificare gli host. E’ possibile ottenere 2.097.152 reti con 254 host ciascuna.

Indirizzi di classe D

Il valore del primo ottetto è compreso tra 224 e 239 (I primi otto bit di questo indirizzo saranno: 1110****). Sono indirizzi di rete riservati ai gruppi multicast e non assegnabili ai singoli host.

Indirizzi di classe E

Il valore del primo ottetto è compreso tra 240 e 255 (I primi otto bit di questo indirizzo saranno: 1111****). Sono indirizzi riservati per usi futuri.

Le subnet mask

Per il corretto funzionamento di una rete, ogni host deve poter distiguere quale parte dell’indirizzo identifica l’host e quale la rete. Questo può avvenire grazie all’ausilio delle subnet mask (Maschere di sottorete). Per quanto riguarda le classi A B C standard, cioè non ulteriormente suddivise, esistono delle subnet di default:

  • Classe A: Rete.Host.Host.Host ha come subnet 255.0.0.0;
  • Classe B: Rete.Rete.Host.Host ha come subnet 255.255.0.0;
  • Classe C: Rete.Rete.Rete.Host ha come subnet 255.255.255.0;

Il processo di messa in AND

Per determinare se il destinatario dei propri pacchetti si trova sulla propria sottorete ogni host utilizza la propria maschera di sottorete durante un processo chiamato di messa in AND (ANDing process). Questo processo consiste nel confrontare il risultato dell’operazione di AND (matematica booleana) bit a bit tra il proprio indirizzo e la propria maschera subnet mask con quello tra l’indirizzo del destinatario e la propria subnet mask.

Avendo un Host A con IP 192.168.0.5 con subnet 255.255.255.0 che vuole inviare dei pacchetti ad un Host B 192.168.0.25 con subnet 255.255.255.0, esso deve determinare se B è sulla stessa sua sottorete:

  • Host A: 192.168.0.5
11000000.10101000.00000101.000000010 : Ip address Host A
11111111.11111111.11111111.000000000 : Subnet mask Host A
11000000.10101000.00000101.000000000 : Risultato operazione AND bit a bit
  • Host B: 192.168.0.25
11000000.10101000.00000101.000011001 : Ip address Host B
11111111.11111111.11111111.000000000 : Subnet mask Host B
11000000.10101000.00000101.000000000 : Risultato operazione AND bit a bit

Il risultato è identico, quindi, i due host possono inviarsi direttamente i pacchetti in quanto sulla stessa sottorete. Qualora il processo di AND avesse evidenziato valori diversi, i due host non avrebbero potuto comunicare direttamente, ma sarebbe stato necessario un router tra di essi.

Notazioni

Esistono due principali notazioni attraverso le quali è possibile indicare un indirizzo IP:

  • Indicando espressamente la subnet mask:
 49.22.5.3 255.0.0.0 - Classe A;
 172.16.20.5 255.255.0.0 - Classe B;
 192.168.15.4 255.255.255.0 - Classe C;
  • Indicando i bit che compongono la subnet mask:
 49.22.5.3/8 - Classe A;
 172.16.20.5/16 - Classe B;
 192.168.15.4/24 - Classe C;

Subnetting

L’utilizzo della classe di rete corrispondente alle dimensioni che più si avvicinano a quella che si vuole gestire a volte non è sufficiente. Può essere necessario, dover suddividere la rete in ulteriori sottoreti. Per fare questo è possibile utilizzare la tecnica del subnetting.

Il subnetting di una rete comporta diversi vantaggi:

  • Minor spreco di indirizzi: in quanto è possibile scegliere il numero di host che faranno parte della sottorete;
  • Riduzione del traffico di rete: in quanto si riduce il dominio di collisione (broadcast domain);
  • Miglioramento delle performance della rete: in conseguenza della riduzione del traffico;

Il subnetting consiste nell’utilizzare alcuni bit “presi in prestito” (borrowed) dalla parte host dell’indirizzo di rete. E’ possibile procedere alla suddivisione della rete in sottoreti più piccole tramite lo scheda seguente:

  • Determinare il numero di sottoreti necessarie. E’ necessario tenere presente che il numero di subnet che si possono creare è dato da 2^x-2 dove x è rappresentato dai bit presi in prestito dalla parte host dell’indirizzo ai quali naturalmente bisogna levare l’indirizzo di broadcast e quello di rete non assegnabili. Esempio: utilizzando prendendo in prestito 4 bit, sarà possibile creare 14 sottoreti;
  • Determinare il numero di host per ogni sottorete. Questo valore è dato da 2^y-2 dove y è il numero di bit rimasti per la rappresentazione degli host; Esempio: se i bit rimanenti sono 6 si potranno avere sottoreti formate da 62 host l’una;
  • Determinare le subnet valide. Questo valore è dato da 256-z, dove 256 dove z rappresenta il valore della subnetmask. Esempio: con una subnetmask di valore 224 avremmo avuto 256-224=32. Questo valore è il valore della prima subnet valida ed è anche la base per le successive, la cui progressione sarà: 32, 64, 96, 128, 160, 192;
  • Determinare gli host validi. Sono rappresentati da tutti i valori compresi tra le subnet create togliendo gli indirizzi di broadcast e network;
  • Determinare degli indirizzi di broadcast e network delle subnet. Sono gli indirizzi in cui rispettivamente i bit della parte host sono settati a 1(broadcast) e a 0(network);

Esempio subnetting di una rete di classe C

Esaminiamo il caso di una rete con IP 192.168.5.0 che verrà suddivisa in due sottoreti.

  • Deteriminare il numero di sottoreti necessarie. Volendo creare 2 sottoreti è necessario utilizzare 2 bit dalla parte host in quanto 2^2-2 = 2. Avremmo quindi una subnetmask di questo tipo 255.255.255.192. E’ possibile notare che in binario 192 equivale a 11000000, i primi due bit vengono utilizzati per le subnet ed i restanti 6 per gli host;
  • Determinare il numero di host per ogni sottorete. I bit rimasti per gli host sono 6 quindi, abbiamo 2^6-2=62 indirizzi di host validi per sottorete;
  • Determinare le subnet valide. Le subnet che si andranno a creare sono due con base data da 256-192=64. Questo significa che la progressione delle subnet valide sarà 64 e 128 ovvero 192.168.5.64 e 192.168.5.128.
  • Determinare gli host validi. Gli host validi sono rappresentati dai valori compresi tra le subnet esclusi gli indirizzi di broadcast e di network. Avremo quindi gli indirizzi da 192.168.5.65 a 192.168.5.126 per la prima subnet e 192.168.5.129 a 192.168.5.190 per la seconda;
  • Determinare gli indirizzi di broadcast e network delle subnet. Gli indirizzi di rete (bit della parte host settati a zero) saranno 192.168.5.64 per la prima subnet e 192.168.5.128 per la seconda, mentre gli indirizzi di broadcast (bit parte host settati a 1) saranno rispettivamente 192.168.5.127 e 192.168.5.191.

Tabella di riepilogo:

Rete di partenza: 192.168.5.0 255.255.255.0 suddivisa in due sottoreti tramite la subnet 255.255.255.192:
Subnet 1: 192.168.5.64 in binario 11000000.10101000.00000101.01000000
Primo indirizzo valido: 192.168.5.65 in binario 11000000.10101000.00000101.01000001
Ultimo indirizzo valido: 192.168.5.126 in binario 11000000.10101000.00000101.01111110
Broadcast: 192.168.5.127 in binario 11000000.10101000.00000101.01111111
Subnet 2: 192.168.5.128 in binario 11000000.10101000.00000101.10000000
Primo indirizzo valido: 192.168.5.129  in binario 11000000.10101000.00000101.10000001
Ultimo indirizzo valido: 192.168.5.190 in binario 11000000.10101000.00000101.10111110
Broadcast: 192.168.5.191 in binario 11000000.10101000.00000101.10111111

Questo procedimento è lo stesso da applicare anche per il subnetting delle classi A e B, con la differenza di poter creare un maggior numero di subnet.

Indirizzi IP privati

Sono stati definite alcune classi di indirizzi, definiti nella RFC 1918, chiamati privati, per le reti locali che non accedono ad internet:

  • Da 10.0.0.0.0 a 10.255.255.255.255
  • Da 172.16.0.0 a 172.31.255.255
  • Da 192.168.0.0 a 192.168.255.255

Questi indirizzi non possono essere utilizzati in Internet, e sono riservati per utilizzi in reti interne. Qualora però un host all’interno di un lan si connetta ad internet il suo indirizzo verrà riscritto tramite NAT (Network Address Traslation) da un router od una macchina che fa da gateway verso Indirizzi IP, classi e Subnetting.

Fonte

http://openskills.info/infobox.php?ID=849