Come risaputo da chi usa lightning l’estensione per Thunderbird non funziona per Icedove; pertanto Jean-Christophe Dubacq sul suo blog, di tanto in tanto, rilascia una versione leggermente modificata (non ho fatto caso a cosa modifichi) per Icedove.

L’ultima versione per i686, la 0.7, da però un problema durante il setup. In poche parole la targetPlatform è impostata a Linux_x86-gcc3. Aprendo velocemente l’xpi, togliendo nell’install.rdf l’opzione e ricomprimendo il tutto come ZIP, al momento del setup Icedove non farà più il check e il vostro calendario funzionerà comunque.

In alternativa potete scaricare direttamente da qui la versione già pronta (NB: per i686; per AMD64, se il problema si presenta, è necessario seguire i passaggi sopra indicati).

Magari a qualcuno serve 🙂

Da un po’ di tempo ho notato che gnome-volume-manager non gestiva più la comoda iconcina sul desktop per accedere alle periferiche hot-pluggable collegate al sistema. La cosa che mi sembrava strana era proprio che il nodo in /dev/ veniva creato correttamente ma mancava solo il mount.

Non mi sono soffermato più di tanto sul problema visto che mi capita di collegare una chiavetta al mese; oggi però, con un po’ di tempo sotto al braccio, ho deciso di capire cosa diavolo non andava.

Googlando un po’ e cercando in rete (in particolare grazie a kaeso@freenode) ho trovato la soluzione, un setup di gparted creava una regola per hal in modo da disabilitare l’automount, comodo per una live, non certo per un sistema di utilizzo desktop. Per risolvere basta rimuovere (vedete voi se backuppare o meno) il file:

/usr/share/hal/fdi/policy/gparted-disable-automount.fdi

contenente la regola:

<deviceinfo version=’0.2′><device><match key=’@block.storage_device:storage.hotpluggable’ bool=’true’><merge key=’volume.ignore’ type=’bool’>true</merge></match></device></deviceinfo>

una volta riavviato hal:

# /etc/init.d/hal restart

l’automount è tornato a funzionare.

Trovate tutta le descrizione del “bug” (eccessivo chiamarlo bug) qui.

Sid mi ha conquistato

27 giugno 2007

Ebbene si, devo dire che per il mio uso casalingo Sid è la soluzione migliore. La trovo sempre aggiornata e chiamarla unstable mi fa sorridere. Non mi ha creato alcun problema fino ad ora ed ho la vaga impressione che sarà così per molto.

Ho trovato alcune persone che ne criticano l’utilizzo “domestico” in quanto la frequenza degli aggiornamenti è esagerata. Secondo me se è l’update-notifier che da fastidio basta toglierlo e una volta ogni tanto passata con un apt-get upgrade. Inoltre trovo che il setup non-expert porti ad avere un sistema più veloce rispetto ad Ubuntu. Lo conferma il fatto che con lo stesso hardware i moduli caricati sono circa 80 contro i 120 e passa (se ricordo bene) di un setup base con Feisty.

Certo, questa è un analisi molto terra terra senza alcun approfondimento, ma bisogna ammettere che a prima vista il salto di qualità è notevole, almeno per quando riguarda il mio personalissimo utilizzo.

Mamma debian è sempre la migliore 🙂