Gli ultimi aggiornamenti di Sid hanno un attimo incasinato l’upgrade di libdjvulibre21. L’errore in particolare era il seguente:

 Spacchetto libdjvulibre21 (da …/libdjvulibre21_3.5.20-5_i386.deb) …
dpkg: errore processando /var/cache/apt/archives/libdjvulibre21_3.5.20-5_i386.deb (–unpack):
tentata sovrascrittura di `/usr/share/djvu/osi/cs/messages.xml’, che si trova anche nel pacchetto libdjvulibre15
dpkg-deb: il sottoprocesso paste è stato terminato dal segnale (Pipe rotta)
Sono occorsi degli errori processando:
/var/cache/apt/archives/libdjvulibre21_3.5.20-5_i386.deb

Ho trovato in rete un veloce quanto semplicissimo workaround per sistemare:

# dpkg -P libdjvulibre15
# apt-get -f install

e poi via con tutto il resto. In poche parole basta il purge del singolo pacchetto e forzare l’install di quanto si è piantato in configurazione.

Fonte Forum Debianizzati

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Purtroppo ho notato che il dist-upgrade mi ha davvero deluso per i motivi che vi avevo elencato. Per questo ho deciso di segare da zero e rimettere Edgy pulita. Solo ora mi rendo conto perché ubuntu abbia inserito il discorso LTS (long time support). Perché non possono permettersi di far usare un dist-upgrade come questo con il rischio di fare parecchi danni.
In ogni caso ho scoperto solo ieri che il LTS copre solo 18 mesi quindi ignora due release. Questo vuol dire che prima o poi ci si trova davanti ad un upgrade pressoché obbligato.
Cerco di mettermi nei panni del povero utente che fa ciò ogni 18 mesi (diciamo un 4-5 di più perché ignora il fatto che ci sia un nuovo rilascio).
La cosa che mi lascia perplesso è che parlo di casi con i repository di default di ubuntu. Problemi con Alsa non derivano certo da fonti recondite e sconosciute!
Speriamo che questa funzionalità venga migliorata davvero, può diventare fondamentale per la sua prosecuzione.

Inzierei con un mah.
Inizierei con un mah perché come sempre il dist-upgrade di ubuntu si rivela un porcaio. Lo giudico tale solo perché:

  • Passare ad una nuova release lascia uno strascico di files della precedente e quindi non c’è un minimo di pulizia
  • Spesso durante l’upgrade nascono problemi di particolari dipendenze che presuppongono un uso di dpkg molto particolare
  • Succede che si pianti sul setup di alcuni pacchetti e sia necessario riprendere con

    dpkg –configure -a

    senza sapere realmente il motivo

  • Non ho mai avuto particolare fortuna però alla fine c’è sempre qualcosa che non “riparte” (in questo caso problemi con ALSA)
  • Se ti va bene un dist-upgrade difficilmente ti andrà bene il secondo sulla stessa installazione (figuriamoci il 3°)

Certo, nessuno vieta di reinstallare qualcosa di più pulito mantenendo /home /etc e compagnia bella. Io mi chiedo però se non sia necessario concentrare le forze degli sviluppatori sulla funzionalità visto che altri sistemi la implementano e permettono di evitare i punti 2, 3 e 4 (mi rifiuto di commentare l’1 visto che non riesco nemmeno ad immaginarmi quanta schifezza possa lasciare un upgrade di windows).
Speriamo che migliori il tutto nelle prossime release e magari che si copi un po’ di più da Debian che presenta un dist-upgrade quasi impeccabile.