Sprazzi d’autunno

11 ottobre 2009

Ebbene ci siamo, l’autunno si fa avanti, il fresco arriva pian piano e lentamente ci si rinchiude sempre più volentieri in casa.

Però questo inizio d’autunno sta dando ancora qualche chances per godersi delle giornate di sole all’aria aperta e divertirsi.

La stagione ciclistica si sta chiudendo, una prima annata stupenda, fatta di tanti aggiunstamenti in corsa e grandi gioie per altrettanto grandi conquiste personali.
Ora la bici pian piano va in disparte e qualche stratagemma per non mettere su chili quest’inverno si troverà.

Alle porte ci sono gli appuntamenti clou per il LinuxTrent, i soliti impegni e le solite fatiche che mi prendo volentieri in quanto ancora estremamente motivato da un processo di cambiamento che pian piano affiora e si concretizza.
Anche quest’anno al Liceo Galilei di Trento ci divertiremo sicuramente.

Il lavoro continua imperterrito come una nave nell’oceano, ci sono tempeste, maretta e giornate col vento in poppa, come nelle migliori famiglie, insomma non mi lamento. Il progetto che sto seguendo mi piace, ed anche se non è nulla di che, l’importante è che tenga vivo il mio interesse e le mie motivazioni, d’altronde la mia pignoleria ha bisogno di sfogarsi da qualche parte.

Tutto il resto è quello che mi circonda, la solita società fiacca, viziata e sedentaria, ammaliata da leader politici scorretti e falsi bravissimi a vendere la propria merce. La politica attualmente è autoreferenziale, non trova riscontri con la realtà; salvo solo qualche fazione per puri motivi idealistici ed ideologici, non certo per la concretezza e l’applicazione.

Insomma continuo ad andare avanti, senza guardarsi indietro, senza sbirciare troppo in la, solo con tanta voglia di star bene come ora.

Aria di ferie

7 giugno 2009

Il lavoro abbonda, la stanchezza anche. Con la bici sto andando molto spesso ma per farci stare tutto bisogna fare le corse, inoltre nel LUG ci sono evidenti scossoni poco edificanti.

Per fortuna, tempo 10 giorni, sarò in ferie. Spero di riuscire a staccare davvero perché l’ufficio mi ronza in testa per troppe ore al giorno, anche nella vita normale.